underground!

Nuovi Suoni: ciao The Jester!

La vita, l’esistenza, gli uffici stampa pongono sul mio percorso i Jester.
Sono siciliani, sono inclini in maniera significativa alle vibrazioni international rock che ci piacciono tanto e sono molto felice di presentarveli in un’intervista che vi condurrà verso We Were Born On The Wrong Decade, il loro nuovo album.
Salite a bordo delle loro contaminazioni in questa chiacchierata che vi condurrà nella comprensione del loro percorso artistico!

Ciao ragazzi! Chi sono i The Jester?

I The Jester sono una band nata fra i banchi di scuola: Antonio e Sanny erano compagni di classe al liceo e hanno iniziato a suonare insieme all’età di quattordici anni.
Il sogno comune era quello di emulare le band colonna sonora della loro adolescenza.
Anche Nick e Mattia hanno cominciato a suonare alla stessa età ma il loro incontro è stato casuale, avvenuto per la nascita di una band.
Avevamo impegni musicali differenti, ci si conosceva ma senza contatti particolarmente stabili: una volta accantonati i rispettivi impegni, ci siamo incontrati nel box auto di Sanny e abbiamo composto Right Cards. Non male no?
In seguito a due anni dove abbiamo suonato e suonato ancora, ci siamo dovuti separare in città diverse per motivi di studio e di lavoro: inizialmente questo fattore ha compromesso le tempistiche fra di noi, ma successivamente ci siamo resi conto di quanto questo progetto meritasse più spinta e carburante.
Ci siamo ritrovati ad aggiungere due nuove figure, Peppe e Ciro, fondamentali per la pubblicazione del nostro primo EP.
La spinta ulteriore al progetto, è stata colta dall’introduzione di Cecilia, che gestisce – egregiamente – i nostri canali social e un sacco di altri aspetti: non smetteremo mai di ringraziarla.
Abbiamo suonato in giro per il nord Italia, abbiamo conosciuto Ettore e Robi della Rocketman – con cui è nata una bellissima sintonia – ed ora viviamo comunque in città diverse: in un certo senso l’album parla proprio di questo.

Cosa è fondamentale che si sappia su di voi, artisticamente parlando, per comprendere al meglio il vostro percorso musicale?

Senza dubbio il fatto che ognuno di noi ha influenze musicali diverse che, di canzone in canzone, si mescolano e assemblano in modi differenti.
Sono diverse idee, impronte stilistiche e modi di pensare e fare musica che, alla fine, si uniscono in modo unitario e sempre soddisfacente: forse per questo riusciamo ad intercettare i gusti di persone di età differenti.
Come abbiamo detto precedentemente, suoniamo insieme da tanto tempo, altrimenti non sarebbe stato possibile far convivere delle identità così definite.

We Were Born In The Wrong Decade è il vostro album: parliamo di rotture con il panorama musicale attuale, millenials e tanta indolenza. Qual è la visione racchiusa in questo disco?

Nella definizione del titolo abbiamo pensato al contesto del “millenial medio”: apparentemente asettico e caotico, ricco di distrazioni che ci inducono ad un senso di smarrimento.
In una certa fase della vita, ognuno di noi ha pensato di essere nato nell’epoca sbagliata: è questo il fattore che provoca l’indolenza di cui parla il disco, perchè si è confusi dinnanzi ad un contesto all’apparenza incontrollabile e mutevole che può far pensare di non essere determinanti nella propria vita.
Il disco vuole essere un’esortazione a comprendere che, in realtà, è solo la presa di consapevolezza dei nostri mezzi che può farci emancipare da questo senso di indolenza.
Considerato quello che vogliamo esprimere, crediamo che il miglior modo per farlo sia questo genere: si fornisce molta importanza ai testi, ma al tempo stesso li rafforza a livello sonoro, impatto che solo una canzone interamente suonata ti può dare.

Devo dire che è un aspetto che mi ha colpito del vostro progetto: questa danza fra i testi e l’impronta sonora, che vanno a pari passo fra loro a livello di importanza. Ma i Jester sono più sonorità o parole?

Come abbiamo detto prima è proprio così: i testi vanno di pari passo con la musica.
I The Jester sono entrambe le cose, allo stesso livello.
In questo album, per esempio, c’è molta attenzione all’impronta sonora, più coerente e matura rispetto ai nostri primi EP, anche grazie alla competenza di Ettore e Roberto.

ll vostro disco profuma un sacco di Inghilterra. Avete qualche riferimento lì?

No, non abbiamo un riferimento ben preciso anche se il nostro aggancio in Inghilterra sono i gruppi con cui siamo cresciuti, che sono per lo più inglesi e/o anglofoni.
La nostra formazione, inoltre, si adatta abbastanza bene a questo genere, così come il nostro sound.

Che cosa troveranno le persone in We Were Born In The Wrong Decade? A chi consigliereste l’ascolto, in modo particolare?

Dettagli e molte parole: non siate pigri a tradurre i testi per i meno confident con l’inglese!
I testi sono lunghi in molte delle canzoni del disco e sono volutamente lunghi, in sintonia con le numerose variazioni che puoi trovarci dentro.
Abbiamo prestato molta attenzione nel porre una certa struttura ai brani che potesse valorizzarne la spontaneità.
Siamo sempre stati abbastanza fissati nella ricerca cercare del groove che andasse a soddisfarci totalmente: come abbiamo detto precedentemente, il collante dell’intero album è l’esortazione ad uscire dall’indolenza e prendere in mano il proprio destino.
E proprio come può capitare nella vita, nel disco troverete anche qualche storia d’amore.

Se il progetto The Jester vi ha incuriositi, We Were Born In The Wrong Decade è uscito il 23 settembre ed è disponibile sulle principali piattaforme di streaming.
Potete seguire i The Jester sui canali social che, come di consueto, vi lascio qui sotto.

WE WERE BORN ON THE WRONG DECADE STREAMING

THE JESTER INSTAGRAM

THE JESTER FACEBOOK


 

Annunci

2 risposte a "Nuovi Suoni: ciao The Jester!"

  1. Ciao, è molto bello recensire queste piccole realtà locali 🙂

    Io ci provo, leggendo anche che scrivi recensioni in genere, ho due amici nel.mio quartiere che hanno da poco rilasciato un EP e che fondono l’elettronica ,dubstep, urban pop con la melodia della scuola classica napoletana…prodotto registrato e mixato da loro, anche la parte grafica. Si chiamano PROFILOGRECO e sono molto alla mano.

    La loro etichetta l’hanno chiamata Sweaty Skull, riferendosi alla leggenda del teschio che suda che si trova nel cimitero delle fontanelle nel centro storico di Napoli, ma loro sono in pratica del mio quartiere.

    Se ti potrebbe interessare, ti lascio il loro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCXe5mVyCm7v7B50ffuxcDaA

    Grazie in ogni caso! 🙂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...