Nuovi suoni: benvenuti nel mondo Lovecats

underground!

Il mio primo aggancio con i Lovecats, nasce da un’importante sfilza di link dove, il mouse, sembra orientarsi istintivamente sull’indice dell’indie alternative.
Diciamocelo senza troppi fronzoli: quando l’indie alternative chiama, Micalien acchiappa il telefono e risponde.

I Lovecats sono una band di tre amici che, i più radical, andrebbero a categorizzare in tutto quel bellissimo mondo underground che, sotto il calore della superficie, cela perle rare e bellissimi spunti di ascolto.
Mi sento di sostenere quanto questo sia il caso perchè l’EP Lovecats, in uscita il 4 Febbraio, è uno di quei progetti dove, l’incontro, è sempre premonizione di scoperte molto piacevoli.

Preceduto dall’avvenire di Mrs Moon, nonchè il pezzo più forte del progetto, Lovecats è un’insieme di un sacco di fattori che, insieme, funzionano.
Il motore trainante del disco è indubbiamente un’identità sonora molto solida, indice probabilmente, di un quantitativo di palchi calcati importante e che consente di porre il giusto nervo ad ogni pezzo.
Piero, il cantante della band, mi racconta di quanto Lovecats sia il risultato naturale dell’unione di background molto diversi ma che, nella totalità dell’EP, trovano un’uscita molto lineare.

Il punto focale del disco, oltre a quello precedentemente citato, riguarda quello che personalmente mi piace definire “sguardo sonoro”.
Quello dei Lovecats, e più precisamente del progetto in questione, sembra essere proiettato verso venature di un’ Inghilterra dalla verve sporca, con una punta di glam costante a bilanciare il tutto.
All’interno del disco sono riscontrabili – nonchè davvero misurate ed apprezzabili – influenze velate di artisti come James Bay, Queens Of The Stone Age e una manciata dei Death Cab For Cutie.

Lovecats, come precedentemente citato, è disponibile nel corso della giornata di oggi ed è possibile prenderne visione su Soundcloud e sulle piattaforme digitali e di streaming.

I Lovecats, sono inoltre presenti sui canali social.
Vi consiglio di monitorarli per ulteriori informazioni e per prendere consapevolezza di nuovi suoni che, a mio avviso, vale la pena di introdurre nelle vostre playlist.

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Nuovi suoni: l’universo di Ekat Bork

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Il mio approccio con Ekat Bork ed il suo ultimo progetto Kontrol, raggiunge il massimo del suo hype in un viaggio in auto dove, il meteo, fornisce l’impressione recondita di trovarsi in un videoclip fine Anni 90.

Ekat Bork é un’artista di origini siberiane che vanta alle spalle diversi progetti e che, mi viene descritta, come fiera portatrice di un sound che ti pone sull’attenti, in virtù di una sperimentazione di nuove sonorità sempre dietro l’angolo.
Decido dunque di andarmi a gettare in questo decantato pericolo e mi cimento nell’ascolto di questo piccolo universo che, anche se lì per lì non ne ero ancora a conoscenza, mi avrebbe condotto in un mondo di congiunzioni bellissime e super riuscite.

Kontrol è un EP composto da quattro pezzi dal profumo inebriante di paesi nordici, ghiaccio ed elettropop, che trova il massimo della sua celebrazione nell’unione con la voce di Ekat, un velluto in contrasto e comunione con la natura apparentemente artificiale del genere proposto.
I pezzi sono un connubio di sensualità, ricerca e un’importante imponenza testuale, in costante convivenza con un’elaborazione sonora molto attuale.

Man mano che si lascia scoprire, Kontrol, si rivela un EP elegante, evitando però il rischio e l’hamartia delle interpreti femminili eleganti: la poca immediatezza.
Se il disco è in grado di colpirmi in maniera abbastanza immediata infatti, non è certo definibile di facile comprensione.
Suppongo, avendo spulciato fra la discografia di Ekat, che l’intento fosse proprio quello.

Resta il fatto che, su tutti, il brano che ha saputo rapire la mia attenzione e canalizzarla in meandri di hype assoluto, è stato Heroin.
Ritengo infatti che sia Heroin, il tassello del puzzle che possa riassumere e congiungere tutte le analisi sopracitate, nonché un singolo che riterrei super versatile anche in contesti più mainstream.

Se foste interessati ad ampliare la sfera elettropop con una proposta molto valida, il mio consiglio verte senz’altro su Kontrol e sul percorso generale di Ekat.
Potete monitorare le sue attività social sulle piattaforme che vi lascio qui di seguito ed ascoltare il suo album nei link di riferimento.

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