Playlist

Album e tasselli

Un giorno, un viaggio in auto, una mensilità gratuita di Spotify, una notte, dischi deteriorati, domande e risposte, troppe virgole, punti che sembrano non arrivare mai.
Eravate alla ricerca, alle prese con un viaggio che avrebbe cambiato la vostra vita e con una meta che avreste dimenticato da lì a poco.
Parliamo di giorni memorabili e di altri che si sarebbero rivelati semplicemente un mattone sopra l’altro in nome di una costruzione più grande.
In tutto questo deteriorarsi e fiorire di eventi, questi album erano con voi, nella consapevolezza e nell’eterno quesito di credere e dubitare di poter riuscire a creare voi stessi una creatura così, intricata e memorabile.
Questi album sono stati la mia ideologia di creatura intricata e memorabile.
Potrebbero rivelarsi dannatamente belli, perchè la deontologia della musica nel suo senso più primitivo, si rispecchia e prende vita da alcuni di questi album.
Potrebbero rivelarsi poco di nicchia e da guilty pleasure musicale ma se sono qui, hanno rappresentato un tassello verso la conoscenza di me stessa, di qualcuno attorno a me o del motivo per cui, oggi, scrivo e desidero scrivere di musica.

ATTENZIONE: dopo una presentazione così intrisa di drama e sentimenti, potrei gettare il microfono a terra, sparire nel retro delle maestosissime tende rosse che sto immaginando nella testa e proporvi una carrellata di pop neomelodico da vista sul golfo di Sorrento.
A vostro rischio e pericolo.

BAD – MICHAEL JACKSON (1987)

Da questo album parte e si irradia tutta la base della mia concezione musicale.
Ho cominciato ad ascoltarlo perchè, ai miei occhi, la Bad Era di Michael Jackson è la creatura intricata e memorabile per antomasia, dalla carezza di Man in The Mirror al graffio di Speed Demon.

THE QUEEN IS DEAD – THE SMITHS (1986)

Il talento prende in prestito, il genio ruba.
The Queen Is Dead è il terzo album firmato Smiths: tematiche agli antipodi, un sacco di cose che vi meritate e avete bisogno di sentire.

THE RISE AND FALL OF ZIGGY STARDUST AND THE SPIDERS FROMS MARS – DAVID BOWIE (1972)

Ai tempi, venne definito un album da portare con sè fino al tepore degli Anni 80.
Getto un’occhiata un poco naïf al calendario: siamo alla fine del 2019, questo album mi accompagna con l’ardore di un passato che non abbiamo mai seppellito.

BLURRYFACE – TWENTY ONE PILOTS (2015)

Blurryface dei Twenty One Pilots è classificabile nel cambiamento perchè è stato uno dei primi album a proiettarmi nell’ottica di pensare di voler scrivere di musica.
C’erano un sacco di aspetti da analizzare: io pensavo di coglierli tutti e ad ogni ascolto sentivo qualcosa sfuggire.



Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...