Concerti - Recensioni

Milano Rocks: il live dei 1975 mi manderà in terapia

È da poco passata la mezzanotte, mi trovo in una stanza d’albergo non troppo distante dal centro di Milano ed anche detta solamente così, sembra il prequel di una fan fiction su Wattpad.

Se andate poi ad aggiungere il fatto che sono di rientro dalla prima data del Milano Rocks con Florence + The Machine e The 1975 in line up, mi vedrete presto debuttare nelle sale cinema con il principio di questa trama dalle venature tumbrl.

Piccola premessa: vi scrivo dall’umiltà del mio Huawei, il mio PC di fiducia è a circa 86 km di distanza e la conseguenza vuole che il meandro visual di questo articolo venga bellamente sacrificato.

Tentate di rintanarvi nel mero piacere della scrittura, nel caso siate così talentuosi da rintracciarlo in questo elaborato.

Non parleremo di scalette, orari, token e file per la salamina e la birra fresca: scrivo dei concerti per abbracciarvi e trasmettervi il tepore di un momento e sì, per tentare di farvi cogliere se determinati artisti meritano la vostra benzina, la vostra psicosi, il vostro stipendio.

Quindi partirei dal fatto che la ragione principale della volata madornale della mia Ypsilon in quel del Milano Rocks – nonché nella conseguente A4 – risiede nel fatto che sì, sono una bimba di Matty Healy, una di quelle che sarebbe pronta ad aprire una fan page denominata BimbaDiMattyHealy, nel caso in cui fosse richiesto.

In un tripudio di distese di erba finta e persone riverse sull’erba finta, perdo l’opening dei PVRIS – scusate PVRIS – e la cronologia vuole dunque che, il mio ingresso nell’area concerti dell’ex area Expo, coincida con la venuta del Signore, nonché Matty Healy e 1975 annessi.

Come tutte le bimbe che si rispettano e possono essere definite tali, farfuglio un qualcosa su quanto in realtà fossi venuta al mondo in nome di quel preciso concerto e solo dopo mi ritrovo a passare al lato tecnico.

Il live dei 1975 cela un denominatore comune che si presenta e ripresenta man mano che i pezzi si concatenano fra loro: l’unicità della proposta.

I pezzi sono cuciti su di loro come avviene solamente quando sei portatore di un messaggio: quello dei 1975 spazia fra varie tematiche, ma non cessa mai di esistere; che sia a livello testuale o sonoro, i 1975 hanno un’impronta, fattore sempre più irrilevante fra le nuove leve di oggi.

E poi hanno Robbers nella discografia e quando hai un pezzo del genere nel catalogo, quando entri in una stanza ti servono ostriche e caviale perché cazzo, hai scritto Robbers!

Robbers. Una colonna portante della loro storia musicale. Robbers. Una delle motivazioni per cui il pieno di benzina, il permesso sul lavoro, il rischio della vita in A4 ti ripaga di tutto. Robbers. La canzone che i 1975, alla fine, decidono di non suonare.

Non so di quanti anni di terapia avrò bisogno per superare questa inaspettata perdita e quanti altri ancora ne utilizzerò per superare Matty che, senza nemmeno l’accenno che si tratti dell’ultimo pezzo, intona The Sound e abbandona il palco del Milano Rocks che – spoiler – non calcherà mai più nel corso della serata.

Mi sono sentita così, come quando vai a vedere Gianni Morandi, aspetti a mani aperte C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones e poi, Gianni, non te la canta.

Nonostante tutto, il live dei 1975 mi rimane addosso, si rivela dannatamente figo e li getta nuovamente all’interno delle sfere di ascolto più interessanti del panorama attuale.

Certo, se non volete rimanere feriti come un cervo in piena stagione di caccia, non aspettatevi Robbers nella scaletta.

Manca una parte fondamentale della serata, la venuta di Florence!

Per evitare che il post si riveli dannato e prolisso, dedicherò uno spazio a parte.

Ci vediamo di là per uno switch d’atmosfere totale!

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2 risposte a "Milano Rocks: il live dei 1975 mi manderà in terapia"

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