Viaggi

Da Firenze, con amore

C’è stato un momento della mia vita in cui, in qualsiasi contesto possibile, alla domanda su quale fosse la città che si ricordava con più emozione fra le mete italiane visitate, sentivo sempre parlare di Firenze.
Non posso negare che, nel bel mezzo di tutte quelle serenate e dichiarazioni d’amore e di eterna fedeltà, mi sentivo un poco in difetto.
Io, di Firenze, avevo visto solo cartoline, immagini su Google e assorbito i racconti indiretti di chi l’aveva vissuta per davvero.
Ho deciso quindi di andarci perchè, la curiosità ed il viaggio, sono due bestie che sento di voler sfamare ancora per un sacco di tempo e perchè volevo che Firenze raccogliesse anche il mio punto di vista, insieme a quello di altri mille.

Così parto in uno di quei giorni off in cui tutto deve rimanere off, tranne la consapevolezza che andrai a scrutare cose mai viste e renderai tue cose lontane.
Sulle spalle zaino dell’Adidas – senza contenuti brandizzati – e l’incombenza del maltempo che, con molta probabilità, ha selezionato il ventitrè di Agosto per trionfare in un suadente concerto d’archi e conseguentemente, per piovermi in faccia.
Arrivo a Firenze e mi ritrovo catapultata all’interno di fermate dell’autobus da 363 caratteri.
Cammino per le strade, alzo gli occhi e tento di rubare tutto ciò che vedo – è licenza poetica, non cleptomania – e mi trovo ad effettuare tutte quelle tappe che danno da mangiare a coloro che scrivono quegli articoli tipo Hai solo una giornata a Firenze? Ecco le dieci cose che non ti puoi perdere!

Dovete sapere che io, l’Italia, non l’ho mai saputa comprendere fino in fondo: è troppo affascinante, è troppe cose che vanno e troppe cose che non vanno, è la congiunzione di troppi aspetti che non sono il sunto possibile di niente.
Firenze è la netta regola del pensiero che ho appena esposto: non la capisco fino in fondo, perché la poesia è immune da una qualsiasi comprensione, da ogni stesura, da ogni descrizione.
Quando incontri la poesia, quando incontri la bellezza, ti limiti a renderle tue ed io credo di aver reso mia Firenze non andando a delinearla.
Potrei parlarvi delle piazze, delle carrozze e dei cavalli, ma non potrei mai spiegarvi l’emozione di assistere alla bellezza, di stare fra un migliaio di persone e nonostante tutto, di avere occhi solamente per l’arte.

Firenze mi è piaciuta e fa parte di quella serie di cose che non andrò a dimenticare, a frammentare nel tempo.
Vi auguro di viaggiare così, di portarvi a casa un sacco di magneti, cartoline e un sacco di bellezza nelle tasche.


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14 risposte a "Da Firenze, con amore"

  1. “l’Italia, non l’ho mai saputa comprendere fino in fondo: è troppo affascinante, è troppe cose che vanno e troppe cose che non vanno, è la congiunzione di troppi aspetti che non sono il sunto possibile di niente.” Non sai quanto sono d’accordo: come popolo raramente patriottici, a tratti orgogliosi, spesso rassegnati e in alcuni momenti inventiamo via d’uscita impensabili..ma chi siamo?! 🤔

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  2. Conosco piuttosto bene l’Italia, alla quale ho dato la precedenza sul resto del mondo, e non mi sono mai pentita. La concentrazione di bellezza è disarmante. Firenze è una città speciale, da visitare con calma e con consapevolezza, senza farsi distogliere dalle inevitabili scomodità. E richiede parecchio tempo.E sono d’accordo, immergersi nell’arte, nella storia, nella bellezza richiede un po’ di decantazione

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