Cinema

Ho rinnovato il mio abbonamento a Netflix – e altre storie.

Ho rinnovato il mio abbonamento a Netflix.
L’ho preso per le mani, l’ho guardato negli occhi come non ho mai fatto con nessun altro e ho sussurrato quanto fossi proiettata ad un futuro solo nostro, ricamato dal tepore di divani, sofà – beato chi se lo fa il sofà – e corse esasperanti che mi avrebbero condotto solo da lui, dopo il lavoro.
Da quel momento in poi, il 97% delle mie connessioni sociali e delle mie eventuali postille verso il mondo esterno, hanno cessato di esistere: “ho una riunione”, “sono in meeting”, “finisco il brefing e ti faccio sapere”.
Faccio coming out: la cruda e al tempo stesso temeraria realtà, mi vedeva impegnata nella progettazione di rapine minuziose, alla scoperta di sottosuoli e sottosopra e alla costante – insistente – ricerca del filtro Leonardo diCaprio nella barra di riferimento.

Non lo nego: ho preso scelte di visione più mainstream del tweet #salvinimerda di Lorenzo Fragola, cominciando da tutto quel catalogo trito e ritrito che rende netflix, Netflix.
Mi sono sparata la terza stagione de La casa de papel come se, da questo fattore, dipendesse la mia esistenza stessa; ho aggiunto Stranger Things alla mia lista come la più basic dei locals e fatto un sacco di altre scelte scontate e da manuale, se esistesse un manuale delle scelte scontate in tema Netflix.

In seguito, è giunto il momento di navigare dove i ghiacciai della conoscenza si ritraggono e laddove il mainstream, diventa meno mainstream.
Il senso intrinseco di tutta questa dichiarazione d’amore all’abbonamento, vuole trovarsi nella presentazione di due serie tv e una pellicola rigorosamente Original Netflix che mi sento di consigliare, stra consigliare e consigliare ancora una volta, se necessario.

QUICKSAND

Quicksand, tratta dall’omonimo romanzo Sabbie Mobili, tratta di una sparatoria avvenuta all’interno di un istituto scolastico svedese.
La serie, costituita da sei episodi, prende forma mediante il processo a carico di Maja Norberg, ritenuta colpevole dei capi di imputazione.
Intrisa di numerosi flashback, la serie si sviluppa su narrazioni temporali differenti che ci permettono di scivolare in dinamiche oscure, relazioni morbose e vicessitudini da mozzare il fiato.
Quicksand si rivela coinvolgente, a tratti ansiogena e strutturalmente inattaccabile, con degli input narrativi molto forti.

L’UNICA – IRREPLACEABLE YOU

Preparate i fazzoletti perchè, questo film, vi condurrà verso i meandri imbarazzanti della commozione e indovinate un po’, verso la creazione di nuovi standard amorosi irrealistici! Yuhuuu!
Abbie e Sam sono una coppia sin dalla tenerissima età: sono felici, innamorati, carini ed ancora una volta, carini.
L’exploit della loro felicità amorosa, avviene nel momento in cui pensano che, Abbie, stia finalmente aspettando un bambino.
Purtroppo si verrà ben presto a scoprire che, la presunta gravidanza, non è altro che una massa tumorale al quarto stadio.
Nonostante la tragicità tangibile della trama, il film è leggero, in quella tipica formula massacrante di divertimento e strazio.

HILL HOUSE – THE HAUNTING OF HILL HOUSE

Inquietante, oscuro, crudo.
Caratterizzato da quella tipologia di horror che cela e vanifica sfumature di realisticità che ti mozzano il respiro e sono il motore di quelli che chiamo i brividini da panico.
Hill House racconta delle vicessitudini di una famiglia che ha vissuto nella tenuta di Hill House appunto, teatro del suicidio inspiegabile della madre e di un sacco di episodi terrificanti.
Voglio spingermi laddove non si torna indietro e sostenere che, secondo me, è uno dei prodotti migliori targati Netflix.

E voi? Avete visto qualcosa in merito alle serie tv e ai film sopracitati?
Vi riconoscete nel profilo seriale da maniaco ossessivo compulsivo in ambito Netlix?
Io, senza remore, dico sì.
Vi leggo!

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2 risposte a "Ho rinnovato il mio abbonamento a Netflix – e altre storie."

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