Rumore e pensieri

10 anni senza Michael e 10 punti poco mainstream

Esattamente dieci anni fa, Michael Jackson lasciava questa Terra.
Potrebbero insorgere milioni di considerazioni sulla direzione in cui la fine della vita si orienti e sulle modalità recondite in cui, nello specifico, la sua esistenza fisica si è conclusa.
Oggi, per tentare di abbracciare la memoria di Michael, vorrei limitarmi ad introdurre solamente un paio di premesse: innanzitutto, ci sono luci che non si spengono.
Non importa quanto il tepore dell’oscurità che tenta di ammantarle, possa in qualche modo affievolirne il colore: non si spengono.
In secondo luogo, trovo assurdo quanto una persona ritenuta così universale dalla massa, sia in realtà ancora poco conosciuta in aspetti chiave che potrebbero andare a chiarire molte situazioni.

Nella giornata di oggi, andremo ad attraversare dieci punti di natura artistica, umana o di semplice curiosità personale che, nel corso di dialoghi base, ricerche sul web e situazioni di vita generale, ho scoperto essere praticamente sconosciuti alla maggior parte degli interlocutori.
Un punto per ogni anno affinchè, ogni anno, possa prendere le sembianze di una riflessione.

GLI EVENTI TRAUMATICI LEGATI ALLA SUA PELLE

Gli eventi traumatici legati alla pelle di Michael Jackson insorgono nel periodo adolescenziale quando, il cantante, viene colpito da un’aggressiva forma di acne.
Il pubblico, i mass media e persino alcuni membri della famiglia Jackson, sono talmente rintanati nell’eterna immagine di Michael nel periodo Jackson 5, da provare una specie di rigetto nei confronti di questa nuova fisicità, causata da un’ incombenza tipica dell’adolescenza.
Questo fattore determinerà i primi scompensi psicologici nella mente di Michael in ambito di autostima, fiducia in sé e nelle proprie caratteristiche fisiche.
La situazione generale, subirà un netto peggioramento alla comparsa della vitiligine, un disordine della pelle che comporta la comparsa di chiazze depigmentate sul corpo.
La vitiligine è dunque il fattore che riconduce allo sbiancamento della pelle ed il make up, è invece responsabile della monotonia del viso e del corpo di Michael, nella colorazione in cui eravamo abituati a vederlo nel corso degli anni.

L’INCIDENTE CON PEPSI E L’ABUSO DI FARMACI

La verità è che, le cause materiali che hanno portato alla morte di Michael Jackson, si radicano e cominciano il loro flusso di coscienza ben 25 anni prima.
Selezionato per il nuovo spot pubblicitario del marchio Pepsi, Michael viene coinvolto in un incidente sul set con alcuni fuochi d’artificio.
Il danno comporterà numerose ustioni – sullo scalpo prevalentemente – che condurranno Michael Jackson nel dannato universo dei farmaci e degli antidolorifici.
Il delirio farmaceutico avrà modo di proseguire a causa di incidenti successivi, come per esempio la rottura di una gamba in seguito ad un’esibizione.

IL METODO DI LAVORO

Quando si parla di Michael Jackson, è inevitabile il riferimento al grandissimo talento e al dono che sembrava essere stato ritagliato da un angolo di paradiso solamente per lui.
Mi trovo d’accordissimo in quanto ritengo la sua arte in generale, priva di una qualsiasi categorizzazione.
E’ anche giusto sottolineare, al contempo, quanto Michael Jackson fosse una persona estremamente perfezionista e l’infinità di tempo dedicato alla minuziosa elaborazione del suo dono: insomma, non tutto è giunto dal cielo.

JACKO NON E’ UN SOPRANNOME

Ancora oggi testate giornalistiche, blog e siti di vario genere, utilizzano lo pseudonimo di Jacko in riferimento a Jackson.
Un po’ per il delirio mistico e affascinante dell’abbreviazione, un po’ per la ricerca spassionata di un nomignolo amichevole, si perde di vista il punto focale della situazione: Jacko non è un soprannome.
Al contrario, Jacko è stato spesso associato a Wacko JackoPazzo Jackson – nominativo dato dai tabloids nel periodo dei titoli sensazionalistici.
Associare Jacko a Michael Jackson, dunque, non è un’operazione molto gentile.

ANCHE MICHAEL JACKSON AVEVA DEI RIFERIMENTI

Si parla spesso di quanto, un sacco di artisti del panorama musicale attuale, fra cantanti e ballerini, abbia mosso i primi passi nelle rispettive carriere grazie al percorso delineato anni prima da Michael.
La verità è che anche Michael Jackson ha subito le influenze di moltissimi artisti che, a loro volta, hanno contribuito a delineare la sua identità musicale.
Fra questi nomi troviamo James Brown, Diana Ross, Fred Astaire e i Bee Gees.


LA FILOSOFIA E LA VISIONE DELL’ARTE

Per molte persone e per me in primis, la filosofia di Michael Jackson sulla visione dell’arte e del mestiere in generale, è fonte di grande ispirazione.
I motivi sono molteplici, ma potrebbero essere facilmente racchiusi in un’intervista che Jackson rilasciò qualche anno fa a cui, personalmente, sono molto legata.


LE TRE GEMME NASCOSTE DAL MARE

Il catalogo dell’artista è pressochè infinito e come tutti i cataloghi di questa portata, presenta punte degli iceberg e gemme nascoste sotto al mare.
Una di queste è senz’altro Morphine, a mio parere uno dei pezzi più belli di Jackson.
Il brano sembra dividersi in più fasi, ma il denominatore comune è una potenza che non abbandona mai l’ascoltatore.


Un altro brano abbastanza nascosto della discografia di Michael Jackson è Stranger In Moscow, un connubio di emotività e delicatezza.
La canzone è stata composta in occasione di una tappa a Mosca del Dangerous Tour.
Michael si trovava in un hotel dove, le urla dei fans, sembravano poter abbattere i vetri delle finestre. Nonostante il caos del clamore, la solitudine dentro la sua stanza lo faceva sentire come l’ultima persona sul pianeta.

La terza gemma di Michael è Little Susie/Pie Jesu, l’unico brano pubblicato che strizza l’occhio alla musica classica.
Infatti, Michael Jackson era un grande appassionato di musica classica ed in particolare di Mozart e Debussy.

SPOILER: ANCHE MICHAEL JACKSON ERA UN ESSERE UMANO

Nonostante il talento immane e la portata di eccentricità che ha da sempre caratterizzato la sua esistenza, ho la presunzione di sostenere che, come qualsiasi altro essere umano, Michael Jackson abbia fatto tante cose giuste e tante cose sbagliate.
L’errore dei fans è sempre stato quello di collocarlo in un limbo spazio temporale privo di scelte discutibili, errori e malizia; l’errore degli haters, al contempo, è stato riflettere ogni sua decisione verso universi di eccentricità, eccessi e contesti disumani.

Ciao Michael.
A volte vorrei che potessi vederci.
Altre volte preferirei che non potessi farlo.

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2 risposte a "10 anni senza Michael e 10 punti poco mainstream"

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