Interviste · underground!

Nuovi Suoni: il passato e il presente di Satoshy

Ritorniamo nel fantomatico piazzale dei nuovi suoni per fare la conoscenza di Satoshy, un ragazzo che fa della congiunzione fra le parole e i suoni, la chiave del suo progetto artistico.
Sono felice di prendervi la mano ed accompagnarvi nel suo universo.

Ciao Satoshy, come ti presenteresti ad una persona che, artisticamente parlando, non ha ancora avuto modo di conoscerti? 

Sono un rapper / music producer di 22 anni.
Mi ritengo amante dell’Hip Hop, Trip Hop, Nu Soul, Funk, Jazz, Elettronica e Fusion.
Precedentemente ho prodotto un album a Londra: si chiama “Mosaics” e mi vede alla cura della parte musicale.
Inoltre ho appena pubblicato il mio nuovo disco insieme alla Banda Balloon L’Ignoto.
In questo caso, oltre ad aver curato parte della composizione musicale, il mixaggio e le registrazioni, mi sono occupato principalmente del rap. 

A proposito di questo nuovo progetto, uscito lo scorso 30 maggio, a quale fetta di ascoltatori proporresti L’Ignoto?

Questo album è rivolto a tutti quelli che hanno voglia di sedersi ed ascoltare qualcosa di nuovo.
È un disco che contiene tante sfaccettature che rendono più facile interfacciarsi alla nostra musica.
Nello specifico, è indirizzato a chi ha voglia di “cambiare canale”, a chi è stanco del “rap” in Italia e vuole qualcosa di fresco. 

Il tuo album rappresenta la congiunzione di un sacco di contaminazioni musicali. Come vivi la contaminazione in generale e come mai questa scelta? 

Vivo tutto come un viaggio e provo sempre a prendere le cose come vengono, ovviamente con le adeguate restrizioni.
Lascio sempre la porta aperta a nuove idee e amo sperimentare.

Nonostante il disco racchiuda una vera e propria sperimentazione di suoni, troviamo comunque testi potenti e ben strutturati. Che ruolo giocano le parole nel tuo percorso artistico?

Le parole sono alla base del mio percorso: ho iniziato “Solo Con Queste Parole” quando avevo 11 anni e sono ancora con me. 
“Solo con queste parole ammazzo il tempo con queste parole
Lontane da tutto in quella visione, quella missione
Sfuggito.

Il tuo disco, così come il tuo percorso in generale, ha subito le influenze di altri artisti e/o album?

Sì, io sono cresciuto con i Sangue Misto: SxM è un punto fisso per me.
Questo disco, insieme a 950 di Fritz, Turbe Giovanili di Fabri Fibra e kARMA di Kaos, sono la rappresentazione delle mie origini.
Ho respirato molte influenze anche dell’America, basti pensare a Big L e Mos Def, alle strumentali di Mr. Green, Primo, J Dilla, Necro sino alla svolta Trip Hop grazie a Dj Krush.
Come mio padre, sono impazzito per i Pink Floyd e Dark Side Of The Moon è stato la colonna sonora della mia vita nonchè, a mio avviso, il disco più bello di sempre.
Anche il Jazz ha giocato un ruolo fondamentale nei cambiamenti che ho attraversato, da John Coltrane alla scena moderna di Kamasi Washington.
L’innamoramento con il mondo dell’elettronica, avvenne nel corso di un pomeriggio in spiaggia ascoltando Oxygene di Jean Michel Jarre, mi ritrovai completamente assuefatto da quel suono. 

Per concludere questa piccola intervista, perché le persone dovrebbero ascoltare il tuo album? 

Perchè è vivo.

Se il percorso artistico di Satoshy vi ha incuriosito, potete ottenere tutto il suo mondo con un click ai link sottostanti!

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6 risposte a "Nuovi Suoni: il passato e il presente di Satoshy"

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