Cinema

Pet Sematary è un remake riuscito?

Ho un grande feticcio per i film horror.
Nonostante le decantate lacrime versate per il drama, se dovessimo diventare amici ed
instaurare tradizioni settimanali, andremmo a parlare di appuntamenti infiniti in sale cinema, horror a profusione e pop corn mozzati in gola durante una scena splatter.
Per queste onorevolissime ragioni, il mio selvaggio martedì sera ha preso il via in compagnia di Pet Sematary.

Prima di avventurarsi all’interno di questo exploit di mani giunte alla scongiura di un’imminente possessione, è bene parlare di una paura ancora più importante che aleggia nella sala: quella del remake.
Temo il remake come si temono i NoVax e i terrapiattisti, per il semplice fatto che, la storia, mi ha insegnato che il remake di un film di successo sia equiparabile al tentativo di recuperare una relazione conclusa: certamente lui all’inizio sembrava essere il cosplay di Jack Dawson ma – spoiler – in seguito vi ha piazzato due corna che manco i portachiavi a Napoli.

/ OGNI RIFERIMENTO A IT E’ PURAMENTE CASUALE /

Senza ulteriori digressioni, Pet Sematary è il riadattamento odierno de Il Cimitero Vivente, pellicola del 1989 tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King. (1983)
Una famiglia di Boston, decide di trasferirsi in una casa di campagna per rallentare i ritmi frenetici della vita di città.
Al loro arrivo, scopriranno un cimitero per animali situato proprio all’interno della loro proprietà e dovranno scontrarsi con le numerose incombenze della vita dopo la morte.

A mio avviso, Pet Sematary, scongiura le maledizioni che aleggiano sul tempestoso mondo del remake, destreggiandosi in una pellicola di tutto rispetto.
Il film, si rivela una congiunzione riuscita fra pathos ansiogeno ed una patina di inquietudine persistente fornita dall’incombente tematica della morte, trattata sì, con evidenti riferimenti al paranormale, ma in modo crudo e molto realistico.
La colonna portante di Pet Sematary, è proprio il dipinto della morte nella sua veridicità più primitiva, in unione con delle interpretazioni credibili e SOPRATTUTTO prive di una qualsiasi chiave ironica, tematica sempre più ricorrente negli horror e priva di una connessione logica, per quanto mi riguarda.

Mi sento di consigliarvi la visione di questo film per tutta questa serie di motivi e per una ragione in particolare: sto scrivendo questo articolo, sono quasi le due di notte e se dovessi sentire il miagolio di un gatto, probabilmente il 118 troverebbe questa pagina web incompiuta.

Avete visto Pet Sematary? Che cosa ne pensate?

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2 risposte a "Pet Sematary è un remake riuscito?"

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