too radical to be real

Vince Mahmood e la strumentalizzazione è dietro l’angolo

La domenica apre le sue braccia con una lieve pioggerellina di contorno.
Probabilmente, sono le lacrime di Claudio Baglioni e la consapevolezza di dover accantonare i duetti per un po’.
Quando Sanremo finisce ci sentiamo tutti un po’ più soli e, ciò che abbiamo snobbato per una settimana, andiamo a ricercarlo morbosamente all’interno delle playlist di Spotify anche se, Piccolo Grande Amore, non ha più quel vibe emotivo che rieccheggia nell’Ariston, mano sul cuore e sguardo rivolto al soffitto del salotto.

Il risveglio di questa domenica post sanremese ha il sapore dei Soldi, non perchè un parente ricco ci abbia piazzato un bonifico in banca – sia mai – ma perchè Mahmood ci ha regalato la vittoria più inaspettata degli ultimi anni.
Non perchè il pezzo non avesse una caratura interessante o non puntasse a posizioni proficue, ma di certo non avrei mai pensato di vedere il Leoncino fra le mani di Mahmood, mentre le due di notte stavano per rintoccare sull’orologio.
Vado a dormire decisamente stupita, ma con una sensazione tutto sommato positiva nella testa: vince un artista giovane e con una proposta accattivante sia dal punto di vista sonoro che testuale.
Certo, non avrei mai nemmeno lontanamente posizionato di mia volontà Soldi all’apice del cielo di Sanremo, ma va bene così e l’unica cosa che mi causa un’embolia polmonare è la decima posizione di Enrico Nigiotti.

Mi piace pensare che la linea di questa positività sia destinata a continuare anche al mio risveglio ma sfortunatamente, mi ricordo quanto Sanremo sia un bellissimo contesto violentato da una dose di strumentalizzazione che, a volte, è in grado di mozzarmi il respiro.
Vince Mahmood ed è subito in cantiere il dipinto secondo la quale, la sua, sia l’esistenza di un ragazzo egiziano fuggito da realtà improponibili e di quanto questo debba rappresentare uno switch immediato nella nostra cultura.
Secondo l’etica Sanremese – nonchè tipicamente italiana – Mahmood non vince perchè ha portato una canzone figa e lo ha fatto con uno stile ben delineato: Mahmood vince perchè si deve per forza urlare alla vittoria politica o al caso umano.
Tant’è che si coglie quasi un manto di delusione quando, in sala stampa, Mahmood annuncia – come se fosse un fattore musicalmente di rilievo – di essere un ragazzo 100% italiano, perchè il dipinto macchinato dalla Sala Stampa andrà a perdere sostanza.

Mi sveglio e prendo visione di un video che, fondamentalmente, rappresenta tutto ciò che io vorrei fare nella vita, ovvero scrivere e vivere conseguentemente di musica, nonchè dei racconti che ne derivano.
In questo video, vedo persone che hanno la fortuna di praticare questo mestiere nella quotidianità esultare ed urlare “merde!” alla proclamazione del terzo posto de Il Volo.
E allora capisco che, davvero, qualcosa non va.
Capisco che, quando il giorno dopo la fine di una kermesse dedicata alla musica ci ritroviamo a parlare di polemiche nervose, qualcosa non funziona e va cambiato.
Capisco che il giornalismo musicale in Italia è deteriorato e che, la musica, è un pretesto per vomitare sentenze che non avrebbero sfogo altrove.
Ci stanno le critiche e le recensioni perchè io stessa ne propongo sul mio spazio, ma il tutto deve sempre essere supportato da un aspetto prettamente tecnico.

Sanremo scivola via così, cominciando in uno spettro musicale che lì per lì non avevo ritenuto di troppo spessore e finisce con canzoni che, sera per sera, hanno costruito una propria riconoscibilità.
Fra tutti ho trovato tanta validità ed emozione nei pezzi di Enrico Nigiotti, Daniele Silvestri, Ultimo, Simone Cristicchi ed Ex Otago, senza disdegnare il riscatto di Loredana Bertè ed andando persino ad urlare a squarciagola A VENTISETTE COME AMYYY (Rolls Royce ndr). 


Too Radical To Be Real: Perchè Sanremo è Sanremo finisce qui!
Vi ringrazio per avermi seguito e per essere stati estremamente radical ed estremamente trash in mia compagnia.
Quali sono le vostre conclusioni in merito al podio finale del Festival?
Avete qualche considerazione sullo status del giornalismo musicale in Italia?


17 risposte a "Vince Mahmood e la strumentalizzazione è dietro l’angolo"

  1. Dunque dunque… dati alla mano, certo è che Mahmood è stato fatto vincere dalle giurie e non dal pubblico, e sono dell’idea che non sia stato fatto a caso: si è alzato un polverone, è intervenuto Salvini, si è parlato di politica e immigrazione (come se non se ne parlasse abbastanza), tutto è coerente con il contesto italiano del momento… far vincere Ultimo come il pubblico voleva avrebbe fatto dimenticare presto questo festival… Per quanto riguarda la canzone “Soldi”, sono sincera, l’originalità non l’ho capita e nemmeno il testo, ma forse sono io.. Nigiotti e Silvestri sono state le più belle sorprese per me, due belle canzoni e con un significato, vedere Nigiotti dietro artisti come Achille Lauro fa abbastanza vergogna ma tant’è… detto questo, come ha detto Ultimo in un’intervista, si vedrà dopo il festival 🙂

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    1. Ho visto le percentuali e la vittoria al televoto di Ultimo è stata schiacciante, infatti avrà il suo trionfo nel contesto Post Sanremo, senza alcun dubbio! Come ho scritto nell’articolo, Soldi non sarebbe mai stata la mia canzone vincitrice, ma non tollero l’inclusione di certi argomenti in un contesto che dovrebbe essere di natura prettamente musicale.
      Che poi questo inevitabilmente accada, è un altro discorso!
      Spero nella stessa rivincita, a livello di riscontri, anche per Nigiotti!

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      1. Certo sono d’accordo con te, è un contesto musicale e fosse per me conterebbe solo la musica… ho seri dubbi che valga lo stesso per chi ci lavora dietro, ma questo è il sistema del festival e della televisione… Nigiotti io lo vedo bene, ha sfruttato la partecipazione a X factor, cosa che non aveva fatto dopo Amici, ed è molto maturo artisticamente per essere uscito da un talent (o due se consideriamo anche amici)

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    1. Senz’altro Paolo, ma questa volta il modo in cui la polemica è stata posta mi ha infastidito in maniera molto più netta ti devo dire. Quando si va a porre certe argomentazioni, sfociando perlopiù nell’insulto credo davvero ssi vada fuori tema e si perda tutto ciò che di professionale può esserci

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      1. Mi spiace per il nervosismo che si è creato da ambo le parti. Un po’ lo comprendo, la settimana è totalizzante per tutti. Ma non ho capito quali insulti siano stati detti. L’importante è che non sia stato violato il regolamento, cosa che l’anno scorso beh, ha avuto molte ombre per quanto riguarda l’ammissibilità della canzone che poi ha vinto, questo è quello che volevo dire. Comunque penso che il regolamento di voto verrà molto cambiato il prossimo anno…

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      2. Penso anche io che il regolamento andrà a subire delle varianti e delle modifiche (soprattutto per le percentuali delle varie divisioni votanti). Per quanto riguarda gli insulti mi riferisco al video della Sala Stampa al momento della proclamazione del terzo posto. Veramente fastidioso da vedere!

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      3. Ora l’ho visto… c’è qualcuno che urla “merde”, ma non sa di essere ripreso. Anch’io a casa urlo un sacco di volte “merde”, perché non vengo ripreso. Il problema è chi dice parole d’odio pubblicamente, sapendo di avere un pubblico davanti. Questo video l’ho visto sul twitter di Francesco Facchinetti, e lui conclude: “Io vi prenderei a calci in culo fino alla fine del mondo: idioti, coglioni e buffoni.” Il problema non è chi dice una parolaccia senza sapere di essere ripreso e il giorno dopo si trova sul web. Il problema è la star che si permette di usare questo linguaggio, fomentando odio. Comprendo alcuni eccessi, la goliardia di una sala stampa a fine festival, e anche lo sfogo di Ultimo l’ho trovato una reazione assolutamente naturale dopo una settimana di stress. Ma commenti come quello di Facchinetti sono inaccettabili.

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      4. Sono d’accordo su Facchinetti, non penso sia stato troppo diverso da chi ha urlato merde in sala stampa. Anche io a casa mi lascio andare ad un sacco di commenti di super basso livello, ma sono nel mio salotto, non ho una valenza di voto del 30% e soprattutto non sto lavorando!

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  2. Inutile dire che sono stata piacevolmente stupita dalla vittoria di Mahmood, come scritto nei tuoi articoli precedenti, era il mio preferito dal primo ascolto! E il mio preferito non ha mai vinto, quindi sono stupita anche per quello 😅pilotata o no, credo fermamente che questo ragazzo si sia meritata questa vittoria. Sinceramente mi rattrista tutto questo accanimento negativo nei suoi confronti. Sì è giovane, non ha molta carriera alle sue spalle ma ha portato a Sanremo, nella sua canzone, un tema toccante ma in chiave molto pop. È un bravo autore, ha scritto canzoni per Mangoni, ad esempio. Non vedo l’ora di vederlo all’Eurovision, spero ci possa dare grandi soffisfazioni 😉

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  3. Credo che sia stato un festival coraggioso musicalmente, e più reale rispecchiando anche molto la parte degli adolescenti,che hanno più dimestichezza dei social e magari di votare il loro cantante preferito.Questa è la nuova musica italiana è vero,ma il tutto è stato ben bilanciato. Bella recensione,soprattutto quando dici che cercheremo su Internet i brani che abbiamo snobbato…perché alla fine Saremo piace anche a chi lo snobba 😉

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    1. Grazie mille per gli apprezzamenti e per il commento! Concordo, è stato un Festival senza dubbio ad ampio spettro e maggiormente rappresentativo di ciò che è il panorama musicale italiano oggi. Dispiace un po’ per le tensioni avvenute dopo, quello sì!

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