Pillole in viaggio (niente di Narcos)

Viaggi

Oggi ho capito di essere cambiata quando, per la prima volta nella vita, ho letteralmente guardato negli occhi un treno merci passare alla velocità tipica dei treni merce nelle stazioni dei treni (merce e non solo).

Questa cosa me la porto dietro da quando, mia nonna Paola – Paolina per gli intimissimi – mi accompagnava da piccola a vedere i treni passare, solo noi due e il tepore di una bicicletta, la stessa che, nonna, incolpava sempre di non decollare mai realmente.

Il tutto terminava puntualmente nella mia figura minuta – ebbene sì, c’è stato un periodo in cui la mia figura poteva considerarsi relativamente minuta – nascosta dietro la sua gonna, con la sola curiosità di uno sguardo a bucare la scena.

Non so quanti anni siano passati, ma oggi portavo quello stesso sguardo, ma non c’era nonna a dividermi da quello che da sempre, è il mio timore.

Lei ha un quantitativo di preoccupazioni importante sulle spalle oggi e a volte, se la guardate bene, potete coglierlo anche nel verde dei suoi occhi.

Ma è incredibile vedere come, nonostante il tempo passi, trascorra e intacchi quelle che consideriamo le nostre fondamenta, ci sono tasselli che vestiranno sempre l’abito della costante.

Quei pomeriggi alla stazione dei treni sono la nostra costante e, quando ne parliamo, il tempo si ferma a bere il nostro stesso caffè e noi, ci emozioniamo ancora.

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3 pensieri su “Pillole in viaggio (niente di Narcos)

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