Chester Bennington: tutto ciò che la malattia mentale non può scalfire

Interviste

Ci sono date che sembrano giungere sul calendario con la potenza di un proiettile.
Una di queste è senza dubbio il venti luglio che, senza un minimo di pietà, segna il primo anno che questa Terra ha vissuto senza il talento e la presenza di Chester Bennington.

Vago da giorni sui social senza una meta ben precisa, ma ben consapevole di ciò che troverò davanti agli occhi: un quantitativo impressionante di articoli dettagliati sul modo in cui ci ha lasciati e sugli sviluppi delle eventuali motivazioni, ben annesse in caps lock.

Insomma, trascorriamo il periodo che ci viene concesso, con il tentativo estenuante di lasciare un’impronta in questo terreno fangoso che calpestiamo tutti i giorni, ma viene raccontata minuziosamente solo la portata delle nostre cadute.
E questo accade anche quando a cadere, è un essere umano che ha ben altri segni particolari, meriti e talenti oltre all’inusuale e prematuro modo in cui la sua vita terrena si è conclusa.

E allora mi ritrovo inerme ancora una volta, e puntualmente investita da domande a cui non so dare risposta.
Non credo di poter rispondere perché innanzitutto, ritengo di conoscere la storia di Chester e dei Linkin Park, da un punto di vista troppo lontano per intromettermi e vomitare sentenze.

Eppure voglio rispondere, lo voglio fare.
È come se avessi la convinzione fin dentro le ossa che un uomo con una tale impronta, non sia il risultato del momento in cui la sua essenza smette di brillare, ma bensì del tratto di strada che ha saputo illuminare per gli altri.

All’improvviso, ricordo di conoscere una persona che su questa strada, ci cammina da tanti anni.
Allora le scrivo, nel cuore della notte, causandole non poche ansie su cosa possa aver scatenato un mio messaggio a quell’ora.
Francesca è una mia cara amica, nonchè la prima persona che mi è balenata nella mente il giorno in cui si è diffusa la notizia della morte di Chester.
Questo deve significare qualcosa, e credo dunque che Francesca, possa essere l’elemento di congiunzione perfetto tra ciò che Chester ha creato e, successivamente, lasciato.

“Francesca, voglio parlare di Chester, di quello che ti ha regalato, di cosa i Linkin Park ti hanno portato ad essere, fare e ascoltare.
Voglio che venga fuori ciò che il corso delle cose non ha saputo portarti via e che non saprà mai portarti via.”

Francesca accetta ed insieme elaboriamo questa intervista.

Ciao Francesca, ricordi come i Linkin Park hanno fatto ingresso nella tua vita? Con quale album?

– Sono entrati nella mia vita strada facendo, prevalentemente sentendo in radio i pezzi che giravano in quei tempi, attorno al 2002.
Il primo album che mi è capitato di ascoltare è Meteora, grazie ad un regalo del fidanzato dell’epoca di mia sorella.
Non conoscevo nemmeno il nome della band in questione, ma c’era qualcosa che sapeva tenermi in contatto con i brani.

Come hai capito che Chester avrebbe potuto rappresentare una figura importante nella tua vita?

– Nel momento in cui mi sono accorta che, nonostante avessi poche informazioni sulla band – anche considerando la mia tenera età – la voce di Chester e l’impronta del gruppo avessero la capacità di suscitare dentro di me una certa riconoscibilità ad ogni ascolto.

Hai avuto la possibilità di partecipare a due live della band, cosa ti hanno lasciato?

– Il primo concerto dei Linkin Park a cui ho partecipato è stato nel 2014 a Milano, mentre il secondo poche settimane prima che Chester morisse.
Il primo mi ha sicuramente regalato emozioni fortissime, considerando si trattasse di uno dei miei primi concerti.
Infatti, lo ricordo ancora in maniera molto vivida.

Ci sono delle passioni che hai iniziato a coltivare – e che coltivi tutt’oggi – nate in seguito al tuo approccio con la band?

– Assolutamente sì. All’età di sette anni ho cominciato a cantare grazie a loro, prendendo lezioni di canto per i successivi tre.
In seguito ho cominciato a suonare il pianoforte, per poi cominciare ad interessarmi e ad approfondire il discorso strumentale in maniera più ampia.
Hanno saputo trasmettermi un’idea di musica sotto il punto di vista professionale, oltreché una continua sperimentazione di suoni e generi.

Hai avuto modo di ascoltare Post Traumatic, l’album di Mike Shinoda?
Cosa ne pensi
?

– Si, ho ascoltato l’album di Mike.
In particolare una canzone ha suscitato in me un forte impatto emotivo: si tratta di Over Again, un pezzo che ho ascoltato per la prima volta in pullman e ha messo seriamente a dura prova le mie lacrime.
Il testo è molto immediato e sento non riguardi solo la morte di Chester, ma potrebbe coinvolgere in senso più ampio qualsiasi persona colpita da una perdita simile.

Ogni canzone dell’album di Shinoda sembra rappresentare un passo del percorso che si attua solitamente durante un lutto: alla fine del disco, ti sembra di cogliere uno spiraglio di speranza?

– Sinceramente colgo uno spiraglio sin dall’inizio, considerando quanto sia riuscito a tramutare la tragedia in arte, attraverso un album molto più che riuscito a mio avviso.

Ci sono degli album guida che potresti consigliare per avvicinare nuove persone alla musica dei Linkin Park?

– Non credo, dal momento in cui la loro discografia è una continua evoluzione e un cambio di direzione costante.
Dipende molto dalle preferenze dalla persona in questione: per pezzi più orientati verso il metal considererei gli albori, ovvero nel periodo tra il 1999 ed il 2004.
Abbiamo una fase più sperimentale invece verso il 2009, dove tra l’altro si colloca il mio album preferito A Thousand Suns.
L’ultima fase invece verte maggiormente verso il pop ed è proprio questo ciò che mi è sempre piaciuto di loro: non è mai stato un compromesso ma una costante sperimentazione.

Tralasciando per un attimo i Linkin Park, se tra vent’anni dovessi ritrovarti a parlare di Chester, cosa racconteresti alle nuove generazioni che non lo hanno vissuto in primis?

– Potrei dire che ai miei occhi è sempre stato una persona molto ironica, nonostante le storie che conosciamo della sua infanzia.
Mi ha sempre trasmesso tanta positività, per quanto  il suo vissuto sia accessibile a tutti.
A maggior ragione è sbagliatissimo ridurre la sua esistenza a come ci ha lasciati, considerando che a me, come ad altri milioni di persone, ha sempre lanciato messaggi positivi.

C’è un qualcosa che, nonostante il corso delle cose sia evidente a tutti, niente e nessuno potrà scalfire in merito alla tua storia con i Linkin Park?

– Innanzitutto, la musica. Il ricordo, per esempio, che la prima canzone che ho imparato al pianoforte è stata In The End.
A livello umano, la positività che mi ha sempre trasmesso nei diciotto anni in cui lo conosco, nonostante il modo in cui sia poi finita.

E’ proprio nel momento in cui, prevalentemente nell’ultima domanda, Francesca parla di Chester al presente, che mi rendo conto di quanto certe impronte dentro le persone possano essere eterne, nonostante il corso delle cose attorno cambi continuamente.
Per Francesca, Chester, ha rappresentato i primi passi verso la musica, che l’ha poi successivamente condotta all’idea che potrebbe essere questo, ciò che vuole fare nella vita.
E’ stato una costante fonte di ispirazione professionale e una figura umana di rifugio e riferimento.
Per il vostro compagno di corso potrebbe aver rappresentato mille altre cose ancora, idem per quanto riguarda lo sconosciuto con le cuffiette che prende il vostro stesso tram alle otto del mattino.
Per voi, potrebbe essere stato semplicemente la voce irriverente all’interno di una radio, la stessa che vi avrebbe condotti più velocemente a casa dopo una giornata stressante.

Rimane il fatto che, una persona, non si può mai riassumere all’interno delle scelte che compie se dettate, come in questo caso, da una malattia mentale.
La malattia mentale, la depressione, l’uso di sostanze sono tematiche reali e non sono mai scelte che una persona attua per sè: le scelte consapevoli di Chester sono e rimarranno sempre le risposte qui sopra, le stesse di una ragazza che avrà nel suo bagaglio, per il tempo dell’eternità, tutto ciò che i Linkin Park le hanno regalato.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...